La Commissione Europea ha pubblicato le proposte per una nuova strategia, "Europa 2020".
Costruita su quello che molti vedono come i fallimenti dell'agenda di Lisbona, la nuova strategia va ancora oltre, proponendo nuovi poteri per la Commissione e estendendo la portata del programma di competitivita'. "Corporate Europe Observatory" commenta il contenuto, e trova che la visione della Commissione sia condivisa per filo e per segno con una lobby industriale, la "European Roundtable of Industrialists" (Tavola Rotonda Europea degli Industriali - in seguito ERT), che ha pubblicato un proprio documento di visione nel febbraio di quest'anno. In quest'articolo vedremo che le opinioni dei sindacati e delle ONG (organizzazioni non governative) non sembrano essere affatto concordi con la Commissione Europea.
Un'appendice separata confronta i dettagli della visione della Commissione con le esigenze pubblicate da ERT.
Un commento sulla nuova strategia dell'UE
Talvolta non avere nessuna notizia non è una buona notizia - e questo è certamente il caso della strategia Europa 2020. La maggior parte delle proposte sono una copia della strategia di Lisbona, adottata nel marzo 2000, e se il lettore crede che negli ultimi dieci anni sia stata un'esperienza spiacevole con le politiche neoliberiste, allora allacciate le cinture di sicurezza, c'è molto di più in arrivo. La Commissione sembra avere ancora una volta ascoltato con attenzione le esigenze delle grandi imprese ed ha presentato una proposta volta a soddisfare le loro necessita'.Questo è evidente dal modo in cui è stata sviluppata la strategia - dal lancio della consultazione pubblica nel novembre 2009 fino all'inizio di marzo 2010, quando la proposta finale è stata pubblicata - e in effetti cio' si evince dal fatto che il contenuto della proposta stessa corrisponde perfettamente alla richieste fatte dalle grandi imprese.
"Europa 2020" aggiunge alcuni elementi nuovi alla strategia di Lisbona, ma il messaggio di base rimane lo stesso: un grosso affare, come al solito.
E i piu' grandi in particolare, hanno tutte le ragioni per esserne soddisfatti.
Per redarre il proprio documento, la Commissione ha cominciato a partire da una versione prossima a quella della Tavola Rotonda Europea degli industriali (ERT), un gruppo di lobby con sede nell'Unione europea che è stato un giocatore importante ogni volta che la strategia dell'UE è stata smessa in discussione. Forse non a caso, il risultato finale è sorprendentemente vicino alla "Vision 2025" di ERT [1]
La strategia di Lisbona
La strategia di Lisbona, che fornisce le basi fondamentali per l'Europa 2020, è stata adottata dal Consiglio europeo nel marzo 2000. Questa era un miscuglio di proposte, ma poneva una forte enfasi su una strategia economica neoliberista, avendo come capisaldi, la liberalizzazione dei servizi pubblici, il completamento del mercato unico, la riforma dei sistemi pensionistici dei mercati del lavoro flessibili, e il Patto di stabilità. Ma si prevedevano anche una serie di politiche e di proposte in materia di istruzione, politiche sociali e occupazionali che piacevano travelsalmente alla società. Ma alla fine, la maggiorparte di queste ultime, sono state messe in sordina.Fin dall'inizio, lo slogan chiave della strategia di Lisbona era rendere entro il 2010, l'economia dell'Unione europea, la più competitiva e basata sulla conoscenza del mondo. Di conseguenza, la competitività internazionale si è trasformata in una spada con la quale i diritti sociali, la legislazione ambientale e i diritti dei consumatori potevano essere attaccati.
Mentre le politiche neoliberiste dell'Unione Europea non sono una novità - e ci sono forti guide in questa direzione nel trattato stesso - l'Unione europea ha compiuto passi significativi dopo Lisbona.
Le forze del mercato sono state portate a nuovi settori (es. a seguito della direttiva sui servizi), tutti i tipi di regolamento sono stati rimossi o rilassati con l'agenda "legiferare meglio"; importanti decisioni in campo ambientale e sulla sicurezza alimentare sono stati spostati dal dibattito politico aperto agli oscuri comitati; i diritti sociali sono stati attaccati in un modo senza precedenti, e i servizi pubblici sono stati costantemente minati attraverso la commercializzazione forzata
Questo era casualmente ciò che la lobby ERT voleva. La tavola rotonda (ERT) ha svolto un ruolo significativo, prima dell'adozione della strategia di Lisbona. Le sue raccomandazioni alla fine, hanno costituito la base della strategia di Lisbona. Una visione che, come Baron Janssen, il capo esecutivo del colosso chimico Solvay e un membro della ERT, ha detto, "ha come obiettivo la riduzione del potere dello Stato e del settore pubblico attraverso la privatizzazione e la deregolamentazione" e "il trasferimento di molti poteti dello stato in una struttura piu' moderna e di mentalità internazionale di livello europeo". [2]
Successo o fallimento
La strategia di Lisbona ha acquisito una certa legittimità popolare, con le idee di migliorare l'accesso all'istruzione, ridurre la disoccupazione e migliorare l'accesso ai servizi pubblici. Ma nessuno di questi obiettivi era integrato e compatibile con gli strumenti chiave - la liberalizzazione dei servizi, una forte disciplina di bilancio, la deregolamentazione - e pertanto nessuno di questi obiettivi e' stato ancora raggiunto. Invece sono trasferiti alla nuova strategia, Europa 2020.Significativamente, nemmeno gli obiettivi chiave di Lisbona - crescita e una maggiore competitività - sono stati raggiunti in nessuna misura significativa. La Commissione attribuisce questo fallimento alla crisi finanziaria e ad un implementazione inadeguata delle regole. Da ciò si deduce che abbiamo bisogno di più dello stessa cosa.
Tale conclusione può certamente essere messa in discussione.
In primo luogo, la crisi non è stato un disastro naturale che è venuto solo da forze esterne, e nemmeno una entita' nuova. La strategia di Lisbona è nata nel bel mezzo di una crisi finanziaria mondiale che ha colpito molti paesi molto duramente. Tuttavia, la Commissione - per dirla senza mezzi termini - mette le società finanziarie al volante della creazione di un mercato integrato unico finanziario e, di conseguenza poche significative regolamentazioni sono state adottate.
In secondo luogo, non c'è mai stata una forte correlazione tra i mezzi e i fini. Non si ottiene un'Europa sociale e ben educata con tagli alla spesa sociale, il libero scambio nel settore dei servizi, la privatizzazione e le politiche di bilancio rigorose.
Orecchie da mercante
In questa situazione, c'è stato un notevole interesse nel successore della strategia di Lisbona. Tuttavia, per influenzare il processo, sembra che si debba parlare la stessa lingua della Commissione Europea e delle sue aziende alleate.Il primo passo verso la sostituzione della strategia di Lisbona è stato fatto dalla Commissione nel novembre 2009 quando si diffuse un documento di consultazione che includeva la maggior parte di quella che sarebbe stata la proposta Europa 2020.
Ma la consultazione aveva diversi difetti. In primo luogo, le risposte dovevano essere consegnate alla Commissione entro poche settimane, che era un tempo molto breve, considerando quello che vi era in gioco. In secondo luogo, la Commissione e' stata colta in flagrante manipolando le risposte.
Quando la Commissione ha pubblicato la sua visione d'insieme delle risposte, si vantava con orgoglio che un certo numero di vecchie critiche fossero state gia' accolte dalle idee della Commissione sulla nuova strategia. La Commissione ha riferito che - le parti interessate con vocazione sociale sono in linea di massima d'accordo con le priorità della Commissione.
Questo ha scatenato una valanga di proteste da parte di piccole organizzazioni che si occupano di temi sociali. Hanno denunciato la sintesi della Commissione come una manipolazione vera e propria, sottolineando che il loro messaggio era stato perduto nelle traduzioni e la loro critica fondamentale della strategia di Lisbona e le proposte della Commissione fossero state gravemente travisate.[3]
Perdere la pazienza
In effetti, alcuni dei principali attori a Bruxelles, sembrano perdere la pazienza, se non interesse, in questa pratica con la Commissione.La Confederazione europea dei sindacati (CES) ha risposto brevemente solo quando la Commissione ha lanciato la sua proposta finale, con il segretario generale John Monks che ha dichiarato: Le proposte 2020 finora sono viziate e deludenti.Sembra ci sia una grossa difficolta' per l'UE e il resto del mondo a digerire ciò che ha causato la crisi e come possiamo evitare il suo ripetersi.
Per lui, le questioni reali erano deplorabilmente mancanti:
"Come agire con l'aumento della disoccupazione, specialmente tra i giovani, come affrontare tutti gli incentivi nei sistemi fiscali attuali e dei mercati finanziari che favoriscono la speculazione e breve termine a spese di lungo termine per l'economia reale, e come trovare nuovi modi per raccogliere fondi pubblici, in particolare utilizzando le imposte sulle transazioni finanziarie e gli Eurobonds ... Se queste questioni non vengono adeguatamente affrontate, lidea di Europa 2020 continuerà ad essere gravemente viziata".
"La Commissione non può pensare di tornare al business (e alla strategia di Lisbona) come al solito", ha detto.
Alternative
Questa sensazione è stata ampiamente condivisa da quasi tutti al di fuori del settore delle imprese nell'UE. Nel corso degli anni il malcontento con la strategia di Lisbona è stato un crescendo. I sindacati, le ONG e altri movimenti civici hanno presentato proposte, che pur non costituendo una nuova visione della società, certamente segnano una controproposta alla strategia di Lisbona e il suo successore.Le proposte alternative sono:
- L'attenzione dovrebbe essere spostata da una deregolamentazione ad una regolamentazione a favore della sostenibilità e diritti sociali.
- Una forte regolamentazione sulle emissioni di carbonio dovrebbe sostituire i meccanismi deboli in atto al momento.
- Le risorse per l'istruzione e la salute dovrebbero essere aumentate, e nessuna ulteriore liberalizzazione dovrebbe aver luogo.
- La ricerca non dovrebbe essere commercializzata, e le università non dovrebbero essere laboratori per le imprese.
- Una migliore governance deve essere ottenuta da un maggiore coinvolgimento dei parlamenti eletti e dei cittadini in generale.
Ingresso dei capitani dell'industria
La proposta della Commissione assomiglia in effetti una lista della spesa redatta dalle corporazioni importanti d'Europa. Prova di ciò può essere verificata confrontando il contributo di un gruppo al quale nessuna scadenza della Commissione viene applica, la Tavola Rotonda Europea degli industriali (ERT) (vedi appendice per una versione più in dettaglio).La ERT riunisce 50 alti dirigenti di grandi aziende europee transnazionali e ha una forte tradizione nell'influenzare le politiche dell'UE. Viene raramente coinvolta nella attività di lobbying ed emerge solo quando le grandi strategie a lungo termine sono in discussione.
Ha pubblicato una propria proposta "2025 Vision" il 3 febbraio 2010, molto tempo dopo che altri gruppi avevano commentato la consultazione della Commissione.
Un mese dopo, la Commissione ha pubblicato Europa 2020, che aveva una forte somiglianza con il documento rilasciato da ERT su tutti i punti chiave. Questo potrebbe significare che la commissione ha fatto un copia e incolla del documento di ERT, oppure che ERT ha adottato alcune delle idee della Commissione.
Comunque sia, il punto è che la Commissione e ERT hanno la stessa mentalità politica e una comune visione.
Come con la strategia di Lisbona, alcune parole "cool" sono state scelte accuratamente per farlo diventare come un manifesto progressista.E senza dubbio, la Commissione ha avuto l'aiuto di uno o due maghi della linguistica per ottenere il tono giusto. Mentre gran parte della retorica sulla "dimensione sociale" e' svanita, le parole verde sostenibile sono ripetute più e più volte. La vecchia frase di Lisbona "basata sulla conoscenza" è stata sostituita con l'appellativo smart, intelligente.Il termine "legiferare meglio" e' stato trasformato in "regolamentazione intelligente". Come una ONG ha detto: "un cucchiaino di verde e un tocco di intelligente. Ma in un lungo e medio termine, nessuno di questi termini sara' convincente. La proposta è semplicemente troppo sbilanciata verso gli interessi del grande capitale.
Stessa mentalità, stessa visione
Prendiamo in considerazione, per esempio, le loro visioni per il mercato unico. Questa e' probabilmente la più alta priorità per ERT e la sua visione, richiede, ancora una volta, che vada a coprire tutti i servizi, merci, capitali, persone e conoscenze.La Commissione, a sua volta promette di lottare per un "più forte, più profondo, esteso mercato unico". Ad entrambe piacerebbe vedere i paesi candidati all'adesione all'UE e i paesi sotto la regole di vicinato, disciplinati dalle regole del mercato unico. Considerando il forte dibattito nel 2005 sulla "direttiva servizi" e il suo potenziale effetto dannoso sui servizi pubblici e diritti sociali, questo potrebbe significare nuovi confronti con i sindacati, per esempio.
Sulla questione del mercato del lavoro, entrambi sottolineano la necessità di maggiore flessibilità, e di una politica migratoria che renda più facile l'ingresso di lavoro qualificato in UE - piuttosto che altri gruppi di immigrati.
Sui servizi sociali, ERT vuole riformare i sistemi di sicurezza sociale per ottenere un migliore equilibrio tra coesione sociale e sostenibilità finanziaria, per esempio ponendo maggiore enfasi sul contributo dei pazienti ai costi sanitari.Entrambe le parti convengono di esaminare in dettaglio ciò che la Commissione chiama "la adeguatezza e la sostenibilità della protezione sociale e del sistema pensionistico", e individuare i modi per garantire un migliore accesso ai sistemi sanitari.
Sui servizi pubblici, entrambi incoraggiano l'utilizzo diffuso di partenariati pubblico-privato (PPP), joint venture tra il settore pubblico e imprese private per fornire i servizi pubblici. Al momento questo approccio è l'opzione preferita per coloro che cercano di privatizzare i servizi pubblici.
In materia di istruzione e ricerca, c'è pieno accordo tra la Commissione e l'ERT, che la via da seguire sia quella di stringere il divario tra scienza e mercato (Commissione), e per costruire legami più forti tra i settori pubblico e privato in materia di istruzione con il sostegno della comunità imprenditoriale. Entrambi promuovono anche l'idea di riformulazione dei programmi scolastici in modo che si adattino all'agenda del business.
Sia la Commissione che la ERT enfaticamente sostengono la prosecuzione del programma "legiferare meglio", che significa sostanzialmente un regolamento più permissivo. Questa agenda è stata recentemente oggetto di uno scandalo quando sono emersi dei documenti che mostrano come l'industria del tabacco sia riuscita a utilizzare una il programma "migliore regolamentazione" per evitare misure più rigorose di essere applicato alla loro industria.[4]
Per quanto concerne i cambiamenti climatici c'è una ideologia di base comune nei due documenti: entrambi danno priorità a "correzioni tecnologiche", invece di una forte regolamentazione delle industrie inquinanti. Entrambe sostengono una maggiore crescita e ritengono che questo può essere fatto senza fallire sul cambiamento climatico. L'indicazione è assai discutibile.
Anche l'agenda sugli scambi ha delle somiglianze, anche nei dettagli. Entrambe aderiscono a forti politiche di libero scambio, attraverso l'OMC (organizzazione mondiale del commercio ndt.) o attraverso negoziati bilaterali con le economie emergenti.
Sul bilancio, entrambi pongono enfasi sul "reindirizzare risorse finanziarie da tutta la gamma di strumenti finanziari dell'UE a sostegno della strategia Europa 2020", compresa la politica agricola comune. Se intendano o meno riorientare i consistenti finanziamenti da aziende del settore agro-industriale resta da verificare.
Più potere all'UE
Ultimo ma non meno importante, la strategia Europa 2020 include un approccio innovativo in materia di governance. La ERT ha costantemente lamentato la mancanza, per le istituzioni europee, di "potere di esecuzione della loro strategia principale". E infatti, la Commissione, trova un rimedio.La strategia di Lisbona si basava su una debole, volontaria cordinazione di policy tra gli Stati membri, chiamata "Metodo di coordinamento aperto "[5].
Sia ERT che la Commissione hanno convenuto che questo non si e' rivelato abbastanza efficace e la Commissione ha proposto di aggiungere alle strategie, misure esecutive più forti.Nel contesto del Patto di stabilità, i negoziati hanno luogo, su come portare le economie nazionali in linea con gli obiettivi sul disavanzo e sul debito. Ciò è supportato da articoli del Trattato che possono portare a sanzioni agli stati membro. In questo, la Commissione propone di miscelare in un dibattito su temi come i bilanci nazionali - inclusa la tassazione e la prioritarizzazione di mezzi finanziari.
Ciò aggiunge forza alla strategia 2020, rendendo il tema "composizione e qualità della spesa pubblica dei governi" un tema che viene affrontato a livello UE. In questo modo la Commissione e il Consiglio saranno in grado di mettere pressione agli Stati membri dando le priorità di spesa a temi che favoriscano la crescita, come l'istruzione e le competenze, ricerca, sviluppo e innovazione e gli investimenti nella rete, ad esempio in Internet ad alta velocità, interconnessioni per energia e trasporti - vale a dire le aree tematiche chiave della strategia di "Europa 2020".Contemporaneamente sistemi fiscali dovrebbero essere resi piu' "compatibili con la crescita", secondo le parole della Commissione.
Il grande affare, come al solito
Tutto sommato, la proposta per la nuova strategia dell'UE risponde alle esigenze del business perfettamente. La strategia 2020 della Commissione non differisce da ERT "2025 Vision" su tutti i punti significativi. C'è ancora strada da fare prima che la strategia 2020 trovi forma definitiva, ma non ci sono stati segnali finora che il Consiglio sia di diverso parere sui punti chiave.La questione del conferimento di maggiori poteri potrebbe essere un'eccezione, ma qui le cose sembrano muoversi in fretta. La crisi ha creato un'opportunità per la Commissione di lanciare proposte di ampia portata per una nuova forma più centralizzata del processo decisionale, e l'intenzione di fondo non può che essere accolta nella sala consiliare di grandi multinazionali. In questo modo la Commissione disporrà di maggiori poteri per portare avanti la sua agenda neoliberista vicina al business.
Sia il processo che il risultato della discussione sulla strategia di 2020 dovrebbe essere un campanello d'allarme per una vasta gamma di organizzazioni della società civile - sindacati, associazioni ambientaliste e movimenti civici di ogni genere - per avvicinarsi insieme per contrastare il gioco arrogante di potere. E ci vorrà molto di più che le risposte alle consultazioni della Commissione. Il lavoro che dovremmo fare e' prendere questa discussione e questa lotta e diffonderla tra i cittadini d'Europa.
[1] Il documento della Commissioni-Europa 2020 può essere visto su http://ec.europa.eu/eu2020/pdf/COMPLET%20EN%20BARROSO%20%20%20007%20-%20Europe%202020%20-%20EN%20version.pdf
Il documento di ERT Vision 2025 può essere visto su http://www.ert.be/DOC/09117.pdf
[2] Vedi "Corporate Europe Observatory, ERT Moves to Next Phase in Europe‘s Double Revolution, http://archive.corporateeurope.org/observer7/ert.html
e Corporate Europe Observatory - From Lisbon to Stockholm
http://archive.corporateeurope.org/observer9/stockholm.html
[3] Vedi per esempio, NGO‘s defy Commission on EU 2020 Agenda?, Euractiv, 5. February http://www.euractiv.com/en/priorities/ngos-defy-commission-eu-2020-agenda
Una raccolta di proteste da parte della Piattaforma sociale, MHE, EAPN e COSACE sono disponibili sul sito web della Piattaforma sociale: http://www.socialplatform.org/News.asp?news=23719
[4] Working the system - British American Tobacco Influence on the European Union Treaty and Its Implications for Policy, 2010, http://www.plosmedicine.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pmed.1000202
[5] http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Method_of_Coordination
Articolo originale: Europe's 2020 Strategy su Corporate Europe Observatory.
Traduzione a cura di Cambiamo ottica
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